In occasione della Giornata regionale del Veneto contro il bullismo e il cyberbullismo, gli studenti dell’I.C. Querini hanno scelto di mettersi in gioco in prima persona, trasformando parole, emozioni e riflessioni in una campagna di sensibilizzazione fatta di manifesti digitali.
I lavori realizzati nascono da un confronto sincero su un tema che tocca da vicino il mondo dei giovani: il bullismo, nelle sue forme più evidenti e in quelle più sottili, fino ad arrivare al cyberbullismo, spesso invisibile ma altrettanto doloroso.
Attraverso slogan diretti e immagini significative, i ragazzi hanno voluto lanciare messaggi chiari e potenti:
- Non restare a guardare: essere spettatori significa, in qualche modo, permettere che accada.
- Le parole hanno un peso: ciò che può sembrare uno scherzo, in realtà può ferire profondamente.
- Non cercare scuse: il bullismo non è mai giustificabile.
Uno degli aspetti più significativi emersi dai loro lavori è proprio il tentativo di smontare alcune frasi comuni che spesso minimizzano il problema, come “stavano solo scherzando” o “prima o poi finirà”. I ragazzi hanno voluto ribadire con forza che il bullismo non è uno scherzo, ma un comportamento che lascia segni reali.
Accanto alla denuncia, però, emerge anche un messaggio di speranza e responsabilità: ciascuno può fare la differenza. Intervenire, sostenere chi è in difficoltà, chiedere aiuto sono azioni concrete che possono cambiare le cose.
Il percorso ha permesso agli studenti non solo di sviluppare competenze digitali e creative, ma soprattutto di riflettere sul valore del rispetto, dell’empatia e della comunità.
Questa campagna non è solo un insieme di manifesti: è la dimostrazione che i ragazzi hanno qualcosa di importante da dire. E vale la pena ascoltarli.
Perché il bullismo non è uno scherzo. E fermarlo è una responsabilità di tutti.

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